Lo faccio domani - Clesi

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Lo faccio domani è il terzo singolo di Clesi, artista emergente palermitana che continua il suo percorso artistico prendendo le distanze dalla musica usa e getta offerta dal sistema tv show nell'era dei talent. Sono una ricercatrice - dice Clesi -, preferisco i miei silenzi piuttosto che un rumore assordante, inutile e diseducativo.

https://www.youtube.com/watch?v=Z_2Pgz3glsU

https://itunes.apple.com/it/album/lo-faccio-domani-single/id1172977058

 

 

Io dico adesso - Clesi

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Continua il percorso artistico della giovane Clesi che dopo l'uscita del suo primo singolo Diverso,
si propone in una veste più rock-romantica con il brano "Io dico adesso". 

Il video di "Io dico adesso": https://www.youtube.com/watch?v=g_xyMqYnvoQ

Il singolo Io dico adesso è acquistabile su tutti gli store digitali. 

 

Clesi - Diverso

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Clesi è una giovanissima artista palermitana grintosa e dalla personalità un po' rock e un po' romantica. Ho scelto di seguirla e produrla artisticamente perchè mi piacciono le incontaminazioni. Lei non mi ricorda nessuna ragazza di Amici e nessun'artista di XFactor e questo senza dubbio ha attirato la mia attenzione. La voce di Clesi evoca il mare, il sud, la fatica enorme delle persone che per farsi sentire devono urlare due volte. La sua canzone Diverso , un brano apparentemente scanzonato,è l'urlo appassionato di una ventenne che dalla sua Sicilia parte in cerca della sua opportunità.

*Diverso può essere acquistato su tutti gli store digitali

 

 

Se sei nato in Italia

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Se sei nato in Italia e sei stato un liberale per eccellenza, ti sei formato sui testi di Benedetto Croce e hai iniziato a parlare di antirazzismo, se sei nato in Italia e hai promosso le battaglie sul divorzio quando era proibito pure parlarne  e hai parlato di anitiproibizionismo quando era vietato parlare di omosessualità o era vietato farsi una canna, se sei nato in Italia e hai fatto diventare parlamentare Enzo Tortora e hai preferito la strada della trattativa anche in periodi ostili come quello del sequestro Moro, se sei nato in Italia e lo hai reso un paese un po’ più civile per le tue lotte sull’aborto e se hai parlato di ambiente e della fame nel mondo, se sei nato in Italia e prima di tutti in tempi non sospetti hai rinunciato ai tuoi vitalizi e ai tuoi scatti pensionistici dimettendoti sempre un attimo prima che questi maturassero, se sei nato in Italia e ti sei sempre dichiarato contro ogni guerra e hai avuto lo spirito di un ragazzo ribelle fino a 86 anni, se sei nato in Italia e ti hanno ammirato persone come Jean-Paul Sartre e se hai fatto abituare gli italiani ai referendum dandogli la parola, se sei nato in Italia e hai interiorizzato la lotta per i diritti umani affianco a  Dalai Lama,se sei nato in Italia ti sei impegnato come nessuno mai prima contro la pena di morte, se sei nato in Italia ed entri nel parlamento europeo divenendo  membro della commissione per gli affari esteri, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della delegazione per le relazioni con Israele, della delegazione per le relazioni con i paesi del sud-est asiatico e l'associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN), se sei nato in Italia e devolvi  il tuo stipendio di parlamentare ai calciatori africani come protesta contro gli eccessivi compensi nel nostro calcio professionistico, se sei nato in Italia e sei tutto questo ti chiami Marco Pannella. Ma se hai osato condividere anche un solo panino con Silvio Berlusconi, il trattamento che ricevi è questo documentato nel video. Viva l’Italia, viva gli italiani, viva la libertà. 

https://www.youtube.com/watch?v=ih9jPWzaAwU

Le verità non assolute

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Si può amare la stessa persona per una vita? La risposta è si. Si possono  amare due persone contemporaneamente? La risposta è si. Si possono amare persone dello stesso sesso? Si può essere musulmano senza essere necessariamente terrorista? Si può essere ricchi e onesti? Si possono passare tre notti insonni e sentirsi ancora svegli? Si può scrivere una canzone con un solo accordo? Si può essere di sinistra e avere idee di destra? La risposta è sempre si. Solo la morte pone un punto senza ritorno e malgrado ciò, anche in questo caso, alla domanda si può essere immortali? La risposta è ancora si. 

 

 

Empedocle e l'auditel

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In una trentina d’ anni ho cercato di capire perché l’auditel sbandierasse milioni di spettatori del festival di Sanremo e nessuno dichiarava di guardarlo. C’era qualcosa che non mi quadrava. Possibile fossi il solo a guardarlo? Eppure chiunque scherniva la mia passione per il festival della canzone.  Mi sentivo solo e chiudevo porte e  finestre e mi sedevo davanti alla tv.  Ma puntualmente all’indomani tutti avevano guardato o fatto altro di più importante e soprattutto controcorrente.  Accadeva come accade da sempre alle elezioni politiche. Non si è mai tracciato per esempio l’identikit dell’elettore della Democrazia Cristiana che governava vittoria dopo vittoria  negli anni 70 e 80. Negli anni recenti ho monitorato a lungo questo fenomeno anche sui social illudendomi  di rintracciare quel pubblico mai venuto allo scoperto. Niente da fare! Per l’auditel erano milioni e  io mi sentivo sempre più solo in mezzo a gente che dalla prima puntata del festival all’ultima si appassionava a letture che spaziavano da Empedocle a Schopenhauer facendomi sentire un piccolo, miserabile verme nazional popolare. Ebbene questa mattina li ho scoperti tutti e per questo devo ringraziare immensamente il pianista  Ezio Bosso che in pochi minuti mi ha finalmente collocato tra i presocratici d'Italia.

Sesso o Esse

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Abbandoniamo tutte le storiche sciocchezze che hanno condizionato le nostre esistenze e cominciamo a parlare di Persone  e affidiamo i bambini  alla gente perbene. Amate, amate incondizionatamente chi vi pare e quello che vi piace. 

https://www.youtube.com/watch?v=eAIFTFmILN0

Non insegnate ai bambini

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Quello che funziona poco nel nostro paese è la scuola. Una macchina ormai ingolfata dai POF, i  FIS, i PEI,  i PDF, i BES, i DSA,  i GLI, i GLHT,i GLHO, i GLHI, i GLHP,  i PAI, i GLIR, i GLIP, i DF, i PEP, gli ICF, prove per classi "parallele", in "verticale", in "orizzontale", in "continuità"  e che non pensa altro che a far quadrare e mettere a posto le carte che scuola è? Ma che scuola è? Dovrebbe essere chiaro a tutti che se viviamo in un paese dove ci si  lamenta del lavoro, della politica, della burocrazia, dell’inesistente senso civico è solo ed esclusivamente colpa della scuola! Una scuola ideale che forma e  informa i ragazzi è quella che gli fornisce gli strumenti  per essere  pronti  a ragionare, a sognare, a guardare un poco più in là del solito e inutile “lavoretto” alla festa della mamma. La scuola è la base di una società e se sfugge ancora questo principio, la semina ci consegnerà inevitabilmente il raccolto peggiore.  

 

Non insegnate ai bambini  non insegnate la vostra morale, è così stanca e malata potrebbe far male.
Forse una grave imprudenza è lasciarli in balia di una falsa coscienza. 
Non elogiate il pensiero che è sempre più raro, non indicate per loro una via conosciuta,
ma se proprio volete insegnate soltanto la magia della vita. 
Giro girotondo cambia il mondo. 
Non insegnate ai bambini, non divulgate illusioni sociali non gli riempite il futuro di vecchi ideali.
l'unica cosa sicura è tenerli lontano dalla nostra cultura. 
Non esaltate il talento che è sempre più spento, non li avviate al bel canto, al teatro alla danza,
ma se proprio volete raccontategli il sogno di un'antica speranza. 
 
Giorgio Gaber

 

In cinque minuti

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Una canzone  si scrive in cinque minuti o resterà  un tentativo mal riuscito. Guai a cercare le parole o l’accordo seducente.  Le canzoni sono confessioni  e  pensarci troppo  equivale a rinunciarvi o perdersi  in qualcosa di già contaminato.  Sarebbe come confidare  a  una persona cara o sé stessi  qualcosa di importante  e scegliere cosa dire e come dirlo.  Non  riesco a capire chi scrive per mestiere e quindi unicamente con lo scopo di vendere ciò che scrive.  Io non amo scrivere quello che si vende, mi è capitato di vendere ciò che ho scritto inaspettatamente.  Per questo motivo credo che amiamo gli esordi degli artisti. Gli esordi sono sempre più autentici perché più inconsapevoli infatti successivamente entrano in gioco  fattori che si discostano dall’essere veri. La notorietà, lo stress dell’apparire, l’arrivismo, la spettacolarizzazione sono condizioni brutali per la formazione artistica. Dunque le produzioni recenti dei grandi artisti ci piacciono di meno perché più studiate, più pensate, più “mestierate” . Chi scrive ha necessariamente bisogno di  una vita interiore tempestosa . E’ nelle tempeste che vengono a galla le verità. Il resto è mercanzia.

La bellezza degli errori

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Oggi si sa, i computer, internet e la tecnologia in generale ci aiutano quotidianamente. In musica si possono offrire ascolti impeccabili. Pulizie dei suoni, perfezioni armoniche, missaggi  semiprofessionali. Ma l’errore?  Quello che rende umana ed artistica un’esecuzione? Quell’imprecisione che in quanto tale crea magicamente un’atmosfera che andrebbe persa se cercassimo di correggerla. Durante la mia esperienza artistica mi è capitato di assistere agli arrangiamenti  di alcune mie canzoni. Sezioni orchestrali, archi, fiati, strumentisti di eccellenza ,arrangiatori di fama internazionale. E’ stato fondamentale per la mia formazione artistica.   La mia canzone  C’è sempre un motivo  ha dovuto subire vari tentativi orchestrali prima di essere incisa così com’ era stata registrata nel mio studio di casa. Nella  registrazione ufficiale infatti si è preferito lasciarci dentro le imprecisioni,le “ sporcature” e persino le stonature della mia voce nei cori pur di non perdere quell’oncia di verità artistica. E’ chiaro quindi che non sono  attratto dalla qualità dei prodotti artistici. Ascolto troppe cose perfette, uguali. Una precisione computerizzata che si avverte tutta. Ho bisogno di errori per capire la bellezza. La bellezza priva di difetti è un raggiro. In musica e non.

Le parole, i dischi, la musica e altro.

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Spesso i  ragazzi giovanissimi pur di inseguire il loro sogno nel campo della musica leggera si lasciano travolgere da falsi entusiasmi e promesse subdole. Sappiate che chiunque vi proponga di registrare provini a pagamento vi  sta truffando! Scappate da queste situazioni. La musica leggera ha un suo submondo che vive di queste cose purtroppo. Chi crede minimamente nel vostro talento semmai ,sperando di poter lavorare con voi, vi incoraggia e vi dà una mano senza chiedervi  un solo euro. State alla larga da chi  promette scorciatoie, da chi vi dice che siete bravi, da chi sostiene che agli obiettivi di successo ci si arriva solo coi soldi o con le raccomandazioni.  La raccomandazione nel nostro settore non paga e diversamente da tutti gli altri lavori del mondo,  in musica  ha le gambe corte. Ricordate che l’utente finale del vostro talento, non è il produttore o la casa discografica, il punto di arrivo non è assolutamente aver convinto qualcuno  a  produrre un vostro progetto discografico, ma è  il pubblico che decreterà il vostro successo o la vostra bocciatura come artisti. Dunque, la raccomandazione può anche esserci, ma in questo caso  avrà un breve e triste cammino. Diffidate anche dei talent che apparentemente offrono una grande visibilità, ma il loro ruolo è televisivo e  nonostante le pochissime eccezioni, i protagonisti della musica non sarete voi, ma lo show.  Dunque nonostante tutto l’unica strada, benché impervia, rimane quella della discografia ufficiale. E infine ricordate che amare la musica è viverla a prescindere dalle ambizioni di successo che se arriverà nella vostra vita sarà solo grazie al vostro talento.

All’amico di lunghe chiacchierate e grande artista Gianni Bella. 

Il silenzio della musica

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Per istinto In ogni circostanza siamo tentati di  riempirci di cose che non servono. Se partiamo per un viaggio riempiamo la valigia di cose inutili, se arrediamo uno spazio, se facciamo una spesa, se facciamo ordine in un ripostiglio, se riformattiamo un computer e persino se mangiamo sentiamo l’esigenza di  conservare o introdurre cose di cui potremmo fare a meno sicuramente. Accade anche in musica. Il musicista è ossessionato dalla ricerca dei suoni, dall’eccessiva voglia di riempire gli spazi  perdendo di vista il valore immenso del silenzio.  La musica ha dei lunghi momenti di segretezza  meravigliosi che pochi sanno ascoltare. Col tempo ho capito che dalla musica bisogna “togliere”. Togliere tutto quello che non serve. In un arrangiamento musicale è più difficile “togliere” che mettere anche perché la ricerca in genere costa tempo e fatica e in corso d’opera ci si affeziona alle inutilità, proprio come accade nelle cose di tutti i giorni.  Sono giunto alla conclusione che io amo il silenzio, le pause, la quiete della musica che non vuol dire necessariamente propendere per un genere musicale  più tranquillo. Un giusto silenzio musicale può ingigantire anche il rap o l’heavy metal.  Uno spartito è fatto di note e di pause. Io tifo per quest’ultime che spesso sono stridenti come un assolo di una stratocaster.

Come un affamato a un banchetto

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Ogni anno a Natale faccio chilometri per raggiungere la famiglia, gli affetti consolidati. L’atmosfera è sempre quella e soprattutto è sempre lo stesso  il colore delle serate. Un  freddo mai pungente e  un odore tipico della festa nell’aria.  C’è sempre una leggera foschia che caratterizza le notti del 22,23 e 24 Dicembre. Me lo ricordo da sempre senza possibilità di errore perché è l’atmosfera che mi fa venire voglia di suonare il pianoforte. Una voglia irrefrenabile. Un anno di non molto tempo fa, come di consueto mi preparai e partiì per unirmi alla famiglia e raggiunsi Aversa. Salutai tutti, auguri, baci e abbracci e  scusandomi dovetti ripartire immediatamente tra lo sgomento generale di parenti e amici. Ritornai a casa da solo e  mi rinchiusi nello studio come un affamato ad un banchetto e ci rimasi tutta la notte e le notti a seguire.  Non uscì  fuori nulla di buono, nessuna canzone. Ma ogni nota fu immensa, suonava meglio.  Ogni anno vivo questa sensazione e durante i momenti canonici della festa natalizia, con gi altri sorrido, mi diverto, sto bene solo a metà. L’altra metà è sempre lì … come un affamato ad un banchetto.

Buon Natale amici miei. 

Note a piè di pagina

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Quando sento dire questa canzone non è in stile sanremese, oppure “questa” nelle radio non funziona, sembra stare al mercato nell’angolo  delle occasioni. La musica non la si crea con un obiettivo. Nessuna formula è concessa.  Anzi le formule la inquinano.  Una canzone la si scrive non per sedurre il gusto del discografico di turno, che spesso è un vecchio venditore di cosmetici, né  la si scrive per un pubblico, o peggio ancora per la brama dei passaggi radiofonici. Chi scrive una canzone lo fa perché ne ha bisogno . Ne ha bisogno per sé.  Quando sono colto dal momento ispirativo,  me ne frego delle strutture consuete, intro, inciso, strofe.  Spesso sento dire che manca l’inciso, manca l’apertura, manca lo special e io mi sento fortunato che manca tutto questo alle mie canzoni. Mi sono specializzato a creare  le mancanze alle mie canzoni perché non somiglino ad altre  se  non ad  esse stesse.  Più la mia canzone è monca di tutto quello che sento in giro e più è alta la consapevolezza  di averla scritta come volevo. E’ per pura vanità professionale che si cerca  il successo di una canzone che  nello stesso momento,  in termini artistici trova il suo fallimento.

Canta come Whitney Houston

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Spesso capita che colleghi, amici, o semplicemente conoscenti, mi dicano di volermi far ascoltare qualcosa. “Devi ascoltarla quella ragazza”, mi dicono entusiasti. “Canta alla Whitney Houston”! Io ho il terrore di quelle che cantano alla Whitney Houston e più in generale mi fanno paura quelli che cantano bene. Peggio se aggiungono che vanno pure a lezione di canto. Faccio parte di una generazione che ascoltava musica comprandola, e dopo averla comprata si chiudeva in una camera per godersi l’ascolto seguendo  i testi ed eventualmente traducendoli.  Era un rito. Oggi la musica si ascolta in bagno, in macchina, a scuola, su tutti i supporti immaginabili. Anche sugli Smartwatch! Ed è quindi comprensibile come i ragazzi di oggi siano tutti tecnicamente  bravi. L’orecchio è allenatissimo. Io ne ascolto parecchi. Alcuni bravissimi! Intonatissimi! Ma in generale tutti all’altezza di cantare. Ma c’è qualcosa che va detto. Non c’è tecnica, né virtusosismo alcuno di fronte alla magia della musica. All’incantesimo dell’emozione. Essere artisti non vuol dire necessariamente essere bravi, saper cantare. Anzi spesso accade l’esatto contrario. La musica è un respiro. Un anelito interiore che ha la potenza di farsi comprendere ovunque e da chiunque. Provate ad ascoltare le canzoni di Jannacci, Battisti,  di Jovanotti, Vasco Rossi o molti altri. Vi arriva un canto melodioso? Sopraffino? Tecnico? No… vi arriva altro. Ecco, io sono in cerca di quel “altro”. Ragion per cui , per tutti quelli che vogliono intraprendere il campo della musica pop  io raccomanderei   un allontanamento immediato dalle scuole e dagli insegnanti di canto  che fanno un altro nobile lavoro, ma non quello di creare artisti. Voglio ricordare per esperienza che un produttore discografico serio, mentre vi ascolta sta sperando che non cantiate alla Whitney Houston. Io personalmente quando ascolto qualcuno, in segreto prego sempre che non sappia cantare! 

Prima la musica o le parole?

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La domanda che mi hanno rivolto centinaia di volte è stata la seguente:   -Si scrive prima un testo e lo si musica, o viceversa? -  Non ho mai saputo rispondere. Chi scrive canzoni le scrive senza una logica, uno schema. Si chiama ispirazione. E l’ispirazione non si controlla. In genere una canzone o è facile scriverla, o è impossibile. Nasce tutto insieme, almeno per quello che mi riguarda. Un accordo chiama l’altro e le parole si trovano già dentro la musica, come per incanto. E’ così magico e veloce quel momento che spesso io non conosco le canzoni che scrivo. Dopo averle scritte, arrangiate, cantate e registrate,  mi pongo all’ascolto delle mie canzoni come un ascoltatore che non le conosce. Mi sembrano nuove, non scritte da me e spesso devo fare  attenzione alle parole che ascolto, o risentirle per capirle a fondo. Una volta scrissi : “Cosa c’è di molto strano se non amo gli altri? Sono io troppo insicuro, si lo ammetto sono sincero, ma non trovo così assurdo se ogni tanto mangio lacrime e mi perdo”.

Sembrava una confessione più che una canzone. Eppure quelle parole sono state vendute 2 milioni e mezzo di volte….. e io non so precisamente perché.{jcomments off}

Paris

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Gli attentati di Parigi hanno scosso tutti senza dubbio. In me che ho un amore innato e particolare  per la Francia e che proprio solo pochi mesi fa  ho visitato per l’ennesima volta, l’angoscia è stata amplificata. Ho pensato subito alle mie cene fuori ai locali di Montparnasse e ho immaginato le scene agghiaccianti di quelli che hanno vissuto questa esperienza. Ma ho messo da parte questo mio sentimento e ho cercato di guardare da ogni punto di vista. Lo so, è difficile. Mi sono messo alla ricerca di informazioni, di opinioni, di fatti per giungere a qualcosa che potesse spiegare meglio e mi sono imbattuto in realtà che conoscevo, ma così… per sentito dire.  Ora conosco meglio.  E ho un’idea più chiara di tutto. Il terrorismo è sempre da condannare e ignoranza e fanatismo di qualsiasi matrice non sono mai giustificabili in nessn modo.  Ma molte responsabilità sono da attribuire sicuramente alle politiche sbagliate dei governi occidentali.

 Questo video mi ha scosso almeno quanto gli attentati a Parigi.

http://sn4hr.org/videos/